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Guida al modello 720 per dichiarare beni all’estero nel 2026

Fiscalità internazionale

Guida al modello 720 per dichiarare beni all’estero nel 2026

Il modello 720 obbliga a informare su conti, titoli e immobili all’estero quando superano i 50.000 € per blocco. Dopo la sentenza della CGUE del 2022 il regime sanzionatorio è cambiato, ma l’obbligo resta in vigore e le scadenze sono rigorose.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026 · Lettura orientativa, non sostituisce l’analisi del caso specifico.

Consulenza fiscale internazionale per la dichiarazione del modello 720
Dichiarare beni all’estero richiede di verificare ogni blocco separatamente e rispettare il termine dal 1° gennaio al 31 marzo.

Area: Fiscalità internazionale

Lettore: privati, investitori ed espatriati con beni all’estero

Fonti consultate: BOE, CGUE e Agenzia Tributaria spagnola (Agencia Tributaria)

Il modello 720 è la dichiarazione informativa che obbliga i residenti fiscali in Spagna a informare l’Agenzia Tributaria su determinati beni e diritti situati fuori dal territorio spagnolo. Non è un’imposta in sé, ma il suo mancato adempimento può comportare un costo fiscale molto superiore a quello di qualsiasi tributo ordinario.

Molte persone che si trasferiscono in Spagna — dirigenti, investitori, pensionati stranieri o professionisti che spostano la propria residenza fiscale nel Paese — non sanno che, una volta acquisita la condizione di residenti, i loro conti bancari, investimenti o immobili nel Paese d’origine possono diventare soggetti a questo obbligo. L’ignoranza della norma non esonera dall’obbligo, e le scadenze e le soglie applicabili sono rigorose.

Il rischio legato a una dichiarazione errata o omessa non è più quello di qualche anno fa: la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del gennaio 2022 ha obbligato la Spagna ad ammorbidire un regime sanzionatorio che la stessa Corte aveva giudicato sproporzionato. Ciononostante, l’omessa dichiarazione può ancora comportare la regolarizzazione di una plusvalenza patrimoniale non giustificata, con il relativo costo ai fini dell’IRPF.

Questa guida ripercorre cos’è il modello 720, chi deve presentarlo, quali beni rientrano nell’obbligo, le scadenze in vigore, come è cambiato il sistema sanzionatorio dopo l’intervento europeo e quali errori conviene evitare al momento di dichiarare.

Cos’è il modello 720 e chi deve presentarlo

Il modello 720 è una dichiarazione puramente informativa: non liquida alcuna imposta di per sé, ma consente all’Agenzia Tributaria di conoscere il patrimonio che un residente fiscale mantiene fuori dalla Spagna. L’obbligo riguarda le persone fisiche e giuridiche che abbiano la condizione di residenti fiscali in Spagna, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Rientra qui una categoria particolarmente rilevante per chi arriva dall’estero: gli stranieri e gli espatriati che fissano la propria residenza fiscale in territorio spagnolo, per motivi di lavoro, di investimento o personali, e che mantengono conti, investimenti o immobili nel proprio Paese d’origine. Se ti sei trasferito di recente in Spagna e vuoi capire come la tua nuova residenza fiscale incide sui tuoi obblighi, il nostro servizio di consulenza fiscale internazionale ti spiega i passaggi preliminari da valutare.

Non importa se il bene è stato acquisito prima o dopo il trasferimento della residenza in Spagna: ciò che conta è la situazione patrimoniale nel momento in cui nasce l’obbligo di dichiarare. Un dirigente che si trasferisce a Barcellona con un portafoglio di titoli nel proprio Paese d’origine, o un investitore che mantiene un conto bancario in America Latina, possono essere obbligati a presentare il modello 720 anche se non hanno mai avuto in precedenza alcun rapporto fiscale con la Spagna.

Sfumatura giuridica importante: l’obbligo è individuale, non familiare. Se un conto o un immobile è intestato a più titolari (per esempio coniugi in regime di comunione dei beni), ciascun titolare deve valutare separatamente se la propria quota di titolarità supera la soglia corrispondente.

Quando è obbligatorio dichiarare

Il modello 720 raggruppa i beni in tre blocchi indipendenti, ciascuno valutato separatamente. Un errore frequente è sommare il valore di tutti i beni come se formassero un’unica massa patrimoniale: non è così. Si può essere obbligati a dichiarare solo uno dei tre blocchi e non gli altri due, a seconda di quale soglia venga superata in ciascuna categoria.

Blocco Cosa comprende Soglia che attiva l’obbligo
Conti finanziari Conti correnti, di risparmio e depositi presso enti esteri. 50.000 € complessivi del blocco.
Titoli, assicurazioni e rendite Azioni, fondi di investimento, polizze vita e criptoattività custodite da terzi. 50.000 € complessivi del blocco.
Beni immobili Immobili e diritti su immobili situati fuori dalla Spagna. 50.000 € complessivi del blocco.

Restano esclusi da questo obbligo i beni situati in Spagna, per quanto possa sembrare ovvio precisarlo, così come i saldi o i valori che non raggiungono la soglia minima di ciascuna categoria.

L’obbligo di dichiarare nasce solo quando il valore complessivo dei beni di ciascun blocco supera i 50.000 €. In altre parole, non è necessario dichiarare un conto bancario di 30.000 € né un immobile di 45.000 € se non si supera tale soglia all’interno della relativa categoria.

Una sfumatura che genera molti dubbi: se il modello 720 è già stato presentato negli anni precedenti per un blocco specifico, non è necessario tornare a dichiararlo ogni anno, a meno che il valore non sia aumentato di oltre 20.000 € rispetto all’ultima dichiarazione presentata, oppure che si verifichi qualche circostanza particolare (estinzione della titolarità, cambio di ente, ecc.). Conviene verificarlo con attenzione prima di dare per scontato che “è già stato dichiarato una volta e non serve più”.

Esempio pratico: un investitore ha dichiarato nel 2023 un portafoglio di titoli per 80.000 €. Nel 2025, quel portafoglio vale 95.000 €. Poiché l’incremento (15.000 €) non supera i 20.000 €, non è obbligato a ripresentare il modello 720 per quel blocco, anche se conviene comunque documentare la valutazione nel caso in cui l’Agenzia Tributaria richieda giustificazioni in futuro.

Scadenze e come si presenta

La scadenza del modello 720 è fissata dal 1° gennaio al 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’informazione dichiarata. In altre parole, i beni e i diritti posseduti al 31 dicembre 2025 si dichiarano tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2026.

Questo termine è perentorio e la presentazione avviene per via telematica attraverso la sede elettronica dell’Agenzia Tributaria spagnola. Non è possibile presentare il modello 720 fuori termine senza conseguenze: sebbene il regime sanzionatorio sia stato attenuato dopo l’intervento europeo, resta comunque una maggiorazione per presentazione tardiva che conviene evitare pianificando la dichiarazione con anticipo.

Azione consigliata: se è la prima volta che si presenta la dichiarazione, o se durante l’anno ci sono stati cambiamenti patrimoniali rilevanti, conviene iniziare a raccogliere la documentazione (estratti conto, valutazioni immobiliari, certificati degli enti finanziari) già nel mese di gennaio, senza aspettare le ultime settimane di marzo.

Cosa è cambiato nelle sanzioni dopo la sentenza CGUE

Questo è probabilmente il punto che genera più confusione tra chi ha sentito parlare del modello 720 ma non ne ha seguito l’evoluzione normativa. Il regime sanzionatorio originario, introdotto dalla Legge 7/2012, prevedeva multe di 5.000 € per ogni dato o insieme di dati omesso, con un minimo di 10.000 €, oltre alla possibilità di considerare il bene non dichiarato come una plusvalenza patrimoniale non giustificata e imprescrittibile.

La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-788/19) del gennaio 2022 ha dichiarato che questo regime era contrario al diritto dell’Unione Europea, in quanto sproporzionato rispetto alle sanzioni applicabili a violazioni analoghe all’interno della Spagna. Di conseguenza, il legislatore spagnolo ha dovuto modificare il sistema: le sanzioni per la mancata presentazione del modello 720, o per la sua presentazione con errori, sono state ora equiparate a quelle previste per altre dichiarazioni informative di natura simile, come il modello 347 o il modello 349.

Precisazione importante: questo non significa che il modello 720 abbia perso il proprio carattere obbligatorio, né che l’omessa dichiarazione sia priva di conseguenze. Significa che l’importo della sanzione per il semplice mancato adempimento formale è ora molto più moderato e proporzionato, allineato al resto del sistema tributario spagnolo.

Cosa succede se l’Agenzia Tributaria scopre un bene non dichiarato

Qui conviene distinguere due piani che spesso vengono confusi: la sanzione formale per la mancata presentazione del modello 720 (già moderata, come abbiamo visto) e la regolarizzazione del bene stesso non dichiarato, qualora l’Agenzia Tributaria lo scopra per altre vie.

Se l’Agenzia Tributaria individua un bene all’estero che avrebbe dovuto essere dichiarato e non lo è stato, può continuare a considerarlo una plusvalenza patrimoniale non giustificata, integrandola nella base imponibile generale dell’IRPF relativa all’esercizio più antico tra quelli non prescritti, salvo che il contribuente dimostri che il bene è stato acquistato con redditi già dichiarati o in un esercizio in cui non era residente fiscale in Spagna. Questa è la parte del sistema che continua ad avere il maggiore impatto economico e che non scompare con la sentenza della CGUE, poiché questa si è concentrata specificamente sul regime sanzionatorio, non sull’obbligo informativo in sé né sulla qualificazione fiscale del bene non dichiarato.

Avvertenza: dimostrare l’origine di fondi risalenti nel tempo, specialmente se provengono da un altro Paese o da un’eredità ricevuta anni prima, può risultare complicato se non è stata conservata la documentazione adeguata. Prima si rivede la situazione patrimoniale all’estero, più facile è raccogliere le prove necessarie.

Errori frequenti nel dichiarare beni all’estero

Gli errori più frequenti nella presentazione del modello 720 di solito non nascono da mala fede, ma da scarsa conoscenza tecnica: valutare male un immobile (va utilizzato il valore di acquisto, non quello catastale né quello di mercato attuale), dimenticare di dichiarare una polizza vita con valore di riscatto, non calcolare correttamente la titolarità condivisa, o confondere la soglia per blocco con una soglia complessiva.

È inoltre frequente che chi ha trasferito di recente la propria residenza fiscale in Spagna non sappia di essere obbligato finché il termine non è già scaduto, generando situazioni di presentazione fuori termine che si sarebbero potute evitare con una verifica preventiva.

Per questo, prima di presentare il modello 720, conviene fare un inventario completo di conti, investimenti e immobili all’estero, valutarli secondo i criteri specifici di ciascun blocco e verificare se una delle soglie (50.000 € iniziali o 20.000 € di incremento) è stata superata. Un consulente fiscale internazionale può rivedere questo inventario insieme al contribuente prima della scadenza, per evitare sia la mancata presentazione sia gli errori di valutazione, che possono anch’essi dare luogo a successive richieste da parte dell’Amministrazione. Se inoltre hai dubbi su quale tipo di assistenza fiscale sia più adatta al tuo profilo patrimoniale, il nostro servizio di consulenza fiscale internazionale può aiutarti a individuare l’opzione più adeguata alla tua situazione.

Checklist documentale prima di presentare il modello 720

  • Estratti o certificati degli enti finanziari esteri con i saldi al 31 dicembre.
  • Documentazione di titoli, fondi, azioni e polizze con valore di riscatto.
  • Atti notarili o giustificativi del valore di acquisto degli immobili.
  • Verifica della soglia di 50.000 € per ciascun blocco e dell’incremento di 20.000 € se già dichiarato in precedenza.
  • Revisione della titolarità condivisa e della percentuale individuale su conti o immobili.

Come può aiutarti GraciaCalbet

In GraciaCalbet accompagniamo da oltre 45 anni privati, investitori e imprese nella gestione dei loro obblighi fiscali, con particolare esperienza in fiscalità internazionale. Aiutiamo i residenti fiscali in Spagna — inclusi numerosi stranieri ed espatriati — a stabilire se sono obbligati a presentare il modello 720, a verificare quali beni vanno dichiarati in ciascun blocco e a preparare la documentazione necessaria entro il termine di legge.

Il nostro team esamina ogni caso singolarmente: la situazione di chi risiede in Spagna da anni con investimenti nel proprio Paese d’origine non è la stessa di chi ha appena trasferito la propria residenza fiscale e non sa se i propri beni superano le soglie previste. Offriamo inoltre consulenza per la regolarizzazione di beni non dichiarati in esercizi precedenti, valutando le diverse strade disponibili in base a ciascuna situazione.

Consulenza fiscale internazionale

Verifica se sei obbligato a presentare il modello 720 prima della scadenza.

Domande frequenti (FAQs)

Chi è obbligato a presentare il modello 720?+

Sono obbligate le persone fisiche e giuridiche residenti fiscali in Spagna che siano titolari, rappresentanti, autorizzati o beneficiari di conti, titoli o immobili all’estero il cui valore superi i 50.000 € in uno dei tre blocchi (conti, titoli/assicurazioni/rendite, immobili). Questo include stranieri ed espatriati che abbiano fissato la propria residenza fiscale in Spagna, indipendentemente dalla nazionalità o dal momento in cui hanno acquisito i beni. Se hai dubbi sulla tua situazione personale, conviene analizzare caso per caso, poiché la residenza fiscale non sempre coincide con la residenza amministrativa o l’iscrizione anagrafica.

Quando si presenta il modello 720?+

Il termine va dal 1° gennaio al 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’informazione. Per esempio, i beni posseduti al 31 dicembre 2025 si dichiarano tra gennaio e marzo 2026. La presentazione è telematica, tramite la sede elettronica dell’Agenzia Tributaria, e il termine non ammette proroghe, per cui conviene raccogliere la documentazione con sufficiente anticipo.

Cosa succede se non presento il modello 720 pur essendo obbligato?+

Dopo la sentenza della CGUE del 2022, la sanzione formale per la mancata presentazione del modello 720 è stata attenuata ed equiparata a quella di altre dichiarazioni informative simili. Tuttavia, se in seguito l’Agenzia Tributaria scopre un bene non dichiarato, può comunque regolarizzarlo come plusvalenza patrimoniale non giustificata ai fini dell’IRPF, salvo che venga dimostrata l’origine dei fondi o che il bene sia stato acquisito prima di diventare residente fiscale in Spagna. Per questo, sebbene il rischio sanzionatorio si sia ridotto, l’omessa dichiarazione continua ad avere conseguenze economiche rilevanti.

Bisogna dichiarare ogni anno se ho già presentato il modello 720 in passato?+

Non necessariamente. Se il modello 720 è già stato presentato per un blocco di beni in un esercizio precedente, occorre ripresentarlo solo se il valore è aumentato di oltre 20.000 € rispetto all’ultima dichiarazione, oppure se si è verificata qualche circostanza rilevante (cambio di titolarità, estinzione del bene, nuovo conto, ecc.). Conviene rivedere ogni blocco separatamente, poiché le variazioni possono riguardare uno e non gli altri.

Le criptoattività rientrano nel modello 720?+

Le criptoattività custodite da terzi all’estero possono rientrare nell’obbligo informativo, in linea con l’evoluzione normativa che ha progressivamente incluso questi attivi nelle dichiarazioni informative sui beni all’estero. Trattandosi di un ambito in costante evoluzione normativa, conviene verificare la situazione specifica di ciascun contribuente prima di dare per scontato che un asset digitale rientri o meno nell’ambito del modello 720.

Il modello 720 comporta il pagamento di più imposte?+

Non direttamente. Il modello 720 è una dichiarazione informativa, non liquida alcuna imposta di per sé. La sua funzione è far sì che l’Agenzia Tributaria sia a conoscenza di determinati beni all’estero. L’impatto economico si verifica solo se i beni non vengono dichiarati correttamente e, successivamente, vengono regolarizzati come plusvalenza patrimoniale non giustificata, oppure se si applica una maggiorazione per presentazione fuori termine.

Che documentazione serve per presentare il modello 720?+

In generale servono estratti o certificati degli enti finanziari esteri con i saldi al 31 dicembre, documentazione di titoli e investimenti (fondi, azioni, polizze con valore di riscatto) e atti notarili o giustificativi del valore di acquisto degli immobili. Quanto più completa e ordinata è questa documentazione, tanto più semplice risulta valutare correttamente ciascun blocco ed evitare errori che potrebbero dar luogo a successive richieste da parte dell’Amministrazione.

Posso correggere il modello 720 se l’ho già presentato con errori?+

Sì, è possibile presentare una dichiarazione complementare o sostitutiva per correggere errori od omissioni in un modello 720 già presentato. Prima si individua e si corregge l’errore, minore è il rischio che l’Amministrazione lo rilevi per prima e applichi il relativo regime di regolarizzazione. Se rilevi un’inesattezza in una dichiarazione di anni precedenti, conviene rivederla con un consulente fiscale internazionale prima di decidere come procedere.


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